Yeastar è la scelta da fare quando si vuole un centralino che si compra, si monta e funziona, con l’assistenza del produttore alle spalle e un’interfaccia che chiunque in azienda può imparare a usare per le cose ordinarie: aggiungere un interno, cambiare un orario di apertura, registrare un messaggio di benvenuto senza chiamare il fornitore ogni volta.
Fisico o virtuale cambia poco sul risultato e molto sul costo: se hai già un host di virtualizzazione, il centralino può stare lì dentro senza hardware aggiuntivo e senza un alimentatore in più nell’armadio. La gamma copre esigenze molto diverse: dai modelli più compatti, adatti a un ufficio con poche decine di interni, fino a sistemi pensati per centinaia di postazioni con collegamenti a linee telefoniche tradizionali o a SIM dati, utili per chi deve integrare vecchie linee analogiche insieme al VoIP.
Non sai se ti conviene di più Yeastar o FreePBX?
Ti mettiamo i conti davanti.
Linkus: il centralino in tasca. Ogni sistema Yeastar include senza costo aggiuntivo un’app — Linkus — disponibile su mobile, desktop e da browser, con cui chiunque in azienda può telefonare con il numero e l’interno dell’ufficio anche da fuori sede, vedere se un collega è libero o occupato prima di chiamarlo, scambiare messaggi interni e partecipare a videoconferenze in HD. Per chi lavora spesso fuori ufficio o in smart working è la differenza tra restare raggiungibile sul numero aziendale e dover dare in giro il proprio cellulare personale.
Da centralino a centro assistenza. Le funzioni di call center integrate gestiscono le chiamate in entrata e in uscita con instradamento su regole — per competenza, per priorità del cliente, per il primo operatore libero — utili a qualsiasi azienda che riceva più di poche telefonate al giorno su un unico numero, non solo ai call center veri e propri.
Si collega al resto degli strumenti che usi. Il centralino si integra con i CRM più diffusi — Salesforce, HubSpot, Zoho, Bitrix24 — oltre che con Microsoft Teams e Outlook: i contatti si sincronizzano, le conversazioni si tracciano automaticamente sulla scheda cliente, e chi risponde al telefono vede subito chi sta chiamando senza dover cercare il nominativo a mano.
Le novità più recenti vanno nella direzione dell’automazione: funzioni di intelligenza artificiale integrate che riassumono le chiamate perse e aiutano a instradare le richieste in modo più intelligente, riducendo il lavoro di chi gestisce il centralino ogni giorno.
Chi ha più sedi lo gestisce da un punto solo. Per le aziende con più filiali esiste una console centrale che permette di vedere e configurare tutti i centralini installati come se fossero uno solo, senza doversi collegare separatamente a ciascuna sede per cambiare un orario o aggiungere un interno.
I numeri dietro alle chiamate. La reportistica integrata mostra quante chiamate arrivano per fascia oraria, quanto tempo passa prima che qualcuno risponda, quali interni sono più carichi degli altri — dati che servono a decidere se manca personale in un certo orario, non solo a controllare a posteriori cosa è successo.
Sui numeri di telefono esistenti, la portabilità verso Yeastar segue lo stesso principio del passaggio a FreePBX: si gestisce con l’operatore la pratica di trasferimento, si programma il passaggio in una finestra concordata, e chi vi chiama continua a usare lo stesso numero di sempre senza accorgersi del cambio di piattaforma sotto.
La cosa che diciamo sempre prima di vendere: noi i centralini li facciamo anche con FreePBX, che è opensource e non ha licenze per interno. Su numeri piccoli la differenza di costo è modesta e Yeastar conviene per la semplicità; man mano che gli interni crescono la bilancia si sposta, e a venti o trenta postazioni non c’è più partita. Ti mettiamo i due conti davanti e scegli tu — vedi Centralino telefonico.